Costruire un’identità culturale condivisa
La rete museale dei Borghi della Cultura della Vallesina

Il sistema integrato del Borghi della Cultura della Vallesina ha affidato a Tonidigrigio la regia di un processo di sviluppo dell’identità. Si tratta di nove Comuni che mettono in rete tre diverse tipologie di edifici: teatri, musei, palazzi storici, con il fine di sviluppare una sola identità culturale di rilievo regionale.
Diamo quindi vita a un processo di co-creazione che coinvolge direttamente gli amministratori dei Comuni: Castelplanio, Maiolati Spontini, Monte Roberto, Monte Carotto, Rosora, San Paolo di Jesi, Poggio San Marcello, Serra de’ Conti, Serra San Quirico.
Il workshop che abbiamo ideato a partire da chi abbiamo di fronte, come sempre, si articola in tre fasi e tiene conto tanto dell’aspetto concettuale e organizzativo della rete, quando di quello emotivo che, nel caso di amministratori appassionati e desiderosi del bene del territorio, è fondamentale.


La prima fase è dedicata al tema della rete: la Cultura. Cosa intendiamo con questa parola? O, meglio, cosa intendiamo prevalentemente quando parliamo di cultura, e di relazione tra cultura e territorio?
Forniamo ai partecipanti alcuni input sul concetto di cultura e chiediamo a ognuno di loro di esprimere la propria idea prevalente di cultura. Otteniamo così un mosaico che è la base su cui continueremo a lavorare assieme.
Nella seconda fase del workshop, passiamo dal macrotema (cultura) agli elementi fisici che lo simboleggiano nei singoli Comuni e che vengono messi a disposizione della rete. Per farlo, dividiamo i partecipanti in tre gruppi a seconda della tipologia di edificio (teatro, museo, palazzo). Chiediamo quindi a ogni gruppo di ragionare in base a due filtri: cosa il loro edificio porta in dote al concetto di cultura emerso nella prima fase; come questi spazi culturali possono incidere sullo sviluppo dell’intero territorio.
Questa seconda fase permette ai partecipanti di trovare i nodi più forti della rete, che ne garantiscono la tenuta e la crescita.


Nella prima fase, abbiamo testato le visioni di cultura che convivono nella rete. Nella seconda, abbiamo immaginato il contributo degli attori a queste visioni.
Ora siamo in grado di guardare in prospettiva: che aspettative abbiamo rispetto al nostro stare assieme in una rete? E cosa ci preoccupa maggiormente?
Le risposte convergono verso il bene comune: la rete, appunto, che permette a singoli Comuni di rilevante interesse culturale di riconoscersi, promuoversi e svilupparsi collettivamente senza perdere mai di vista la propria identità, anzi amplificando le potenzialità.
Non a caso, il workshop si conclude con un Elevator Pitch nel quale, in un moto circolare, emerge quello che la cultura, grazie alle caratteristiche del territorio e alle potenzialità di chi vi agisce, può fornire alla comunità in tema di crescita, sviluppo, consapevolezza.
Un buon inizio per lo sviluppo della nuova identità di rete.



Scopri il progetto culturale Fondazione Pergolesi Spontini


Irene Sorrentino
Copywriter
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