L’Anello della Val di Fiastra raccontato da Lucia Barchetta
Dalla passione dei camminatori alla costruzione di un percorso condiviso

Senza la passione dei camminatori la Compagnia dell’Anello non avrebbe avuto la stessa profondità. Riprendiamo da qui il racconto del percorso sul progetto Qui Val di Fiastra, di cui Tonidigrigio e Pepelab sono partner.
Dopo aver incontrato il fondatore del percorso di rigenerazione dei borghi della Val di Fiastra, Matteo Giacomelli, l’associazione Pepelab intervista Lucia Barchetta, ingegnere edile e coordinatrice della progettazione dell’Anello della Val di Fiastra.

«Sono arrivata nella valle dopo anni di lavoro sulla ricostruzione post-sisma e un percorso di ricerca dedicato alla resilienza dei centri storici rispetto alle catastrofi naturali. Un interesse nato dentro il cratere sismico, dove i borghi storici mostrano tutta la loro complessità rispetto ai rischi ambientali».
Accanto alla formazione tecnica, Lucia porta con sé un legame profondo con il camminare. Da sempre accompagna gruppi con il CAI di Fermo, dove è stata referente del gruppo giovani, e sta completando il percorso per diventare accompagnatrice.
«I cammini li ho sempre vissuti in prima persona. L’Anello ha rappresentato per la prima volta l’occasione di unire questa dimensione personale a un lavoro di progettazione territoriale. Sono tornata nella mia terra per scelta. Non conoscevo ancora il progetto, ma l’incontro con questo percorso ha rafforzato la decisione di restare e contribuire allo sviluppo della valle».
L’Anello si inserisce dentro una visione più ampia di rigenerazione territoriale. Nasce da un impulso culturale e da un lavoro condiviso, che ha coinvolto negli anni amministrazioni locali, abitanti e realtà associative, sotto la guida dei Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno. È parte di un processo che ha osservato, attraversato e reinterpretato il paesaggio marchigiano come spazio di cura, prima ancora che destinazione.
Anche la comunicazione segue questa impostazione. Il lavoro dell’Agenzia Tonidigrigio restituisce la natura plurale del progetto partendo da un’indagine sulle forme di decisione collettiva che lo caratterizzano. Si tratta di rendere visibile un processo fatto di relazioni, ascolto e partecipazione diffusa. Come racconta Lucia, in questo contesto prende forma l’Anello.

«L’idea nasce nell’estate del 2020, subito dopo il lockdown. Borgofuturo non poteva svolgersi come sempre e si è inventato il cosiddetto “buon contagio”: invece di concentrarsi in un unico luogo, il festival si è diffuso nei vari paesi della valle e per spostarsi da un evento all’altro si andava a piedi.
È iniziata una riscoperta molto spontanea del camminare tra i borghi. Un gesto quasi simbolico, ma che in realtà ha cambiato il modo di percepire i luoghi in cui viviamo. Camminando si vedono cose che in macchina sfuggono completamente.
Da quella esperienza è nata l’idea di fare un passo in più e sistematizzare tutto. Abbiamo iniziato un lavoro piuttosto complesso di mappatura, revisione dei tracciati, verifica delle proprietà pubbliche e private, cercando i percorsi più accessibili ma anche più belli e significativi».
Camminare, così, diventa un modo per cambiare prospettiva. Anche per chi vive nella valle ma è abituato ad attraversarla in automobile, il percorso restituisce una visione più autentica e ravvicinata dei luoghi.
“Durante questo processo abbiamo scoperto luoghi che nemmeno chi abita qui conosceva. È stato sorprendente anche per noi. Così ha preso forma l’Anello: sette tappe, una per ciascun paese, che ognuno può percorrere con i propri tempi e nel modo che sente più adatto”.

Lucia Barchetta
Scopri il progetto Qui Val di Fiastra


Irene Sorrentino
Copywriter
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