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L’IA come laboratorio di autoformazione: un’esperienza concreta

L’IA come laboratorio di autoformazione: un’esperienza concreta

Ogni sviluppatore ha i suoi strumenti indispensabili. Per Eugenio, web developer di Tonidigrigio, sono tre: il caffè, l’atmosfera di calore umano e l’intelligenza artificiale.
Un trittico curioso, che racconta molto del suo modo di intendere un lavoro tecnico ma umano.

Eugenio me ne ha parlato nell’ultima intervista al team, la rubrica con cui Tonidigrigio va alla scoperta di se stessa.

Ho lavorato circa tre anni da remoto e con grande piacere, perché consente di fare pause dal lavoro davanti al computer, che è molto stressante. Potermi permettere una pausa ogni due o tre ore per guardare il panorama dalla finestra o mettere su un vinile e bere un po’ d’acqua, per me è sempre stato molto importante. In Tonidigrigio ritrovo questa atmosfera di calore umano.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Spesso vissuto come esperienza solitaria, il lavoro digitale in effetti può affaticare più del previsto: lavorare in squadra consente di spostare lo sguardo da codici e linguaggi di programmazione e di conservare leggerezza. Una qualità ancora più necessaria da quando il web developer è chiamato ad instaurare un rapporto con l’Intelligenza Artificiale.

Ho cominciato a usarla ora in TDG, soprattutto perché la qualità del front-end che ho dovuto sviluppare per alcuni progetti era molto particolare. Presentava anche delle sfide nuove e, in quel caso, ho scoperto che, illustrando quesiti all’IA, si trovano soluzioni interessanti che mi hanno fatto apprendere nuovi modi di approcciare i problemi.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Eugenio sorride. L’IA, per lui, non è una bacchetta magica. È piuttosto un compagno di viaggio con cui imparare a dialogare, un mezzo che amplifica le possibilità ma che richiede consapevolezza.

Col tempo si è creato un rapporto di costante maturazione. Mi rendo conto che siamo sempre noi a dover tenere il timone dello strumento: altrimenti ci porta verso soluzioni che rischiano di diventare una perdita di tempo se non siamo consci del viaggio che gli stiamo facendo fare.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Il suo racconto mi sembra lasciare emergere un equilibrio sottile. La tecnologia può amplificare le capacità di chi la usa ma, in fondo, tutto sta nel modo in cui si tiene il timone: se manca una rotta definita finisce per farci girare in cerchio.
Eugenio ne parla con onestà, raccontando anche le battute d’arresto.

Mi è successo, ad esempio, con un progetto di cui sono molto contento. Ho avuto la possibilità di tornare a lavorare su un sito completamente in codice e non più su piattaforma WordPress. Un progetto con le sue complessità da cima a fondo. Per me è stata una sfida, divertente e bella.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Proprio qui l’IA si è rivelato un alleato:

Mi ha aiutato molto nel setup dell’ambiente locale, uno dei punti con cui mi scontravo con difficoltà. Quando nel tempo libero provavo a sperimentare nuovi linguaggi o installazioni, anche se le guide sembrano sempre facili, poi si presentano piccoli problemi che fanno perdere ore. Spesso sono errori che richiedono conoscenze da developer back-end, che io non ho.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Allo stesso tempo, se non ci si prepara al cento per cento su alcune conoscenze richieste nell’avviare il progetto, si rischia di far prendere una strada sbagliata all’IA. Come racconta Eugenio, seguendo inizialmente l’IA passo dopo passo nella preparazione dell’ambiente, si è ritrovato in un loop di errori che hanno complicato troppo il lavoro.

L’esperienza gli ha suggerito che anche gli imprevisti, a volte, diventano parte del processo di apprendimento. Succede quando qualcosa non va come avevamo immaginato e ci si ritrova a smontare tutto per capire dove il percorso ha deviato. In quei momenti, più che una perdita di tempo, l’errore può diventare una forma di conoscenza: ti costringe a fermarti, a osservare meglio, a cercare un’altra strada. Ci piace pensare che sia proprio lì che il lavoro tecnico smette di essere pura esecuzione e diventa esperienza, fra tentativi e scoperte.

Una volta studiate meglio le parti che mi mancavano, ho fatto prendere all’IA un’altra strada e in poco meno di un’ora avevo cominciato a sviluppare.

Eugenio Griffoni

Web Developer

Eugenio ha trasformato questo strumento in un laboratorio ibrido di autoformazione, in equilibrio tra autonomia e collaborazione con l’IA.
L’intelligenza artificiale, come il caffè o il calore umano, entra nella quotidianità del suo lavoro non come sostituto, ma come estensione. Uno sostegno in più per fare meglio ciò che è già profondamente umano: imparare, sperimentare, sbagliare, migliorare.

Irene Sorrentino

Irene Sorrentino

Copywriter

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