Progettare AI agent nel mondo reale
La nostra challenge per Talent Garden

Come si progetta un AI agent che funzioni davvero dentro un’agenzia di comunicazione?
Per noi la risposta è una sola: partendo dal lavoro quotidiano. Dai flussi interni, dalle call con i clienti, dalle complessità che attraversano i progetti ogni giorno. Ed è proprio da qui che nasce la challenge che abbiamo sviluppato per Talent Garden, coinvolgendo gli studenti dei corsi di UX e UI Design delle sedi di Milano e Roma.


Due sfide, un’unica visione
All’interno della challenge proponiamo due direzioni progettuali, entrambe legate al modo in cui immaginiamo il ruolo degli AI agent nel lavoro di un’agenzia di comunicazione come la nostra.
La prima sfida riguarda un AI agent pensato come supporto operativo interno. Uno strumento capace di semplificare l’organizzazione del lavoro, la gestione dei progetti e il coordinamento tra i diversi ruoli del team.
La seconda immagina invece un AI agent come primo punto di contatto verso l’esterno. Un’interfaccia intelligente in grado di aiutare i clienti a chiarire bisogni, obiettivi e budget, raccogliere informazioni in modo strutturato e trasferirle in modo efficace al team che prenderà in carico il progetto.
Due scenari diversi, un unico punto di partenza: l’esperienza reale di Tonidigrigio.
Fase 1: condividere il contesto, fare discovery
Il percorso si apre con una fase di ricerca e discovery in cui abbiamo condiviso processi, strumenti e modalità di lavoro del nostro team.
Attraverso il brief, materiali dedicati e momenti di confronto diretto, gli studenti possono entrare nel nostro quotidiano: non solo come lavoriamo, ma anche dove incontriamo difficoltà, quali sono le criticità ricorrenti e quali desideri guidano il nostro modo di progettare.
Alcuni gruppi scelgono di approfondire ulteriormente, chiedendo brevi interviste ai membri del team per raccogliere insight e punti di vista utili a integrare i dati forniti. Un passaggio che arricchisce la fase di analisi e rafforza le basi progettuali.
Per noi è fondamentale partire da qui: senza una comprensione concreta del contesto, nessun AI agent può davvero funzionare.


Fase 2: progettare identità ed esperienza
I team iniziano a dare forma alle idee, lavorando sul naming, sul tono di voce, sul branding e sull’esperienza utente, traducendo gli insight emersi nella fase iniziale in soluzioni progettuali strutturate. Flussi, interazioni e interfacce sono pensati sempre a partire da una domanda centrale: questo strumento è davvero utile?
È interessante osservare come esigenze comuni generino approcci diversi e soluzioni originali.
Fase 3: sviluppo, prototipazione e confronto
La terza fase è la più intensa. Durante la settimana di lavoro accompagniamo i team nello sviluppo e nella prototipazione delle applicazioni, con momenti di confronto continuo e un feedback intermedio.
Questo passaggio permette ai gruppi di consolidare la direzione progettuale, rafforzare la coerenza delle scelte e migliorare il modo di raccontarle. Perché progettare significa anche saper spiegare il perché delle proprie decisioni.


La restituzione finale: uno sguardo sul futuro
Il percorso si conclude con la restituzione finale in presenza a Milano, insieme ad Alessia Meroni, Career Advisor, ed Elisabetta, responsabile del corso UX/UI per Talent Garden.
I progetti presentati mostrano approcci differenti, un alto livello di coinvolgimento e una maturità progettuale che ci colpisce. Ogni AI agent racconta una visione distinta, partendo tutti da una stessa comprensione attenta dell’esperienza utente e del contesto di utilizzo.
Oltre la challenge
Per noi questa esperienza è molto più di una challenge formativa. Rappresenta infatti uno spazio di scambio reale tra formazione e pratica professionale, un momento di co-progettazione in cui idee, punti di vista e competenze si sono incontrati.
Crediamo che il valore di iniziative come questa stia proprio qui: nel portare il design fuori dalla teoria e dentro i contesti reali. È lì che l’AI diventa uno strumento concreto, capace di supportare le persone e migliorare il modo in cui lavoriamo.
Scopri l'ultimo progetto di AI Agent ASKLEA


Irene Sorrentino
Copywriter
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Si comunica solo a parole?
