Realizzare un evento che trasforma il luogo
Cantiere delle Marche Xmas Circus

Ci sono luoghi che si prestano ad ospitare un evento. E ci sono eventi che costituiscono il luogo stesso, trasformano lo spazio, lo riempiono e lo restituiscono come esperienza.
Organizzare un evento ci sembra che comporti sempre più questo: gestire una complessità di elementi che risignifica lo spazio e lo rende espressione dell’identità di un’impresa.
È successo in occasione del quindicesimo di Cantiere delle Marche che ha trasformato la Sala delle Polveri della Mole Vanvitelliana in un tendone da circo. Un volume altissimo, riempito solo da imponenti pareti di pietra da scolpire, per trasformare lo spazio in esperienza.


La richiesta di Cantiere delle Marche era chiara: l’evento doveva essere la sintesi tra la volontà di restituire un’atmosfera familiare natalizia e l’attività di intrattenimento e coinvolgimento diretto legato al circo

Carolina Mancini


Da lì è iniziata una conversazione che ha portato Carolina, Massimo (co-founder di tonidigrigio), Paolo (consulente per tonidigrigio) e Jacopo (visual designer di tonidigrigio) a ragionare su come restituire l’idea nel concreto.
Il circo, col suo mondo visivo popolare, fisico, collettivo, che tutti riconoscono, si presta molto bene ad essere trasportato in nuovi spazi

Carolina Mancini

A volte i dettagli personali diventano chiave progettuale, dando vita ad un evento che risuona con chi abita l’azienda nel concreto. L’immaginario circense prende forma anche dalla passione per le performance di strada di Vasco Buonpensiere, amministratore delegato e co-founder del Cantiere delle Marche.


Suggestioni felliniane dell’assurdo gentile, dello stupore, hanno trasformato l’atmosfera di un Natale circense spiazzante.
Una tavolata lunga 28 metri, sospesa sotto palloni ad elio giganti di tre metri di diametro. Una grafica a strisce rosse e bianche che invade lo spazio. Pattinatrici vestite da giostre che accompagnano gli ospiti. La tombola proiettata sulle pareti, con novanta persone che si alzano in piedi per reclamare una terna. Equilibristi e giocolieri che attraversano la cena, letteralmente.


Tutto questo nasce da una rete che si attiva, oltre grafica e allestimento. Una costellazione di competenze che si muove in poche ore, perché come mi racconta Carolina, tutto è stato montato dalle 9 alle 18 di una sola giornata, dentro uno spazio che non aveva nulla di preallestito.
Realizzare un evento, con tonidigrigio, significa creare le condizioni perché ognuno possa fare il suo lavoro nel modo migliore. Persino il cliente è stato presenza attiva grazie a Laura Pugnaloni in prima linea, diaframma umano tra la dirigenza di CdM e il progetto.
Il risultato è andato oltre la festa aziendale riuscita. È stato un gesto culturale.
Un’azienda prestigiosa come il Cantiere delle Marche che decide di occupare un monumento, di trasformarlo per parlare ai propri lavoratori con un linguaggio diretto e fisico.


In questo senso l’evento diventa comunicazione d’impresa: un’esperienza da far vivere. L’occasione per immaginare cosa può diventare quel luogo per una sera. E se, uscendo, le persone hanno la sensazione di aver visto quello spazio per la prima volta, allora qualcosa ha funzionato davvero.
Tutto questo si è reso possibile grazie al concerto fra gli artisti, Matteo Pallotto e Alessio Bruni, Emanuele Marcotullio, architetto che ha progettato l’allestimento, insieme a Franco Corelli e Comunicareventi. Con loro tanti altri elementi altrettanto fondamentali: Michela Catering di Ancona per la cucina, Marco Abeti referente tecnico per Service Ventilazione, il dj, Nicolò Antonini, e il vj, Federico Pasquini, che si è occupato delle proiezioni, Simon Luca Barboni (associazione Flumen) che ha fatto da intermediario per individuare ed orientare gli artisti, i fotografi di Studio Frac, le maschere Manuela Principi e Sara Mazzoli, la Società Agricola Paccamiccio di Recanati, per gli alberi di natale veri alti 3 metri, Party Lab che ha fornito i palloni ad elio.



Irene Sorrentino
Copywriter
Condividi
Partiamo da ciò che ti rende unico
e, attraverso l’ascolto e la co-creazione,
raccontiamo in maniera efficace ciò che sei davvero.

Il Natale come momento di incontro
