Un progetto culturale per la rigenerazione del territorio
Qui Val di Fiastra come percorso comunitario

Un percorso di rigenerazione diffusa che nasce da uno stimolo culturale. Un progetto di cura ambientale che osserva, attraversa e ricostruisce il paesaggio marchigiano. Un cammino che prende forma dopo due anni di co-design con le comunità della valle, guidati dai Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno.
Qui Val di Fiastra è tutto questo e riesce a essere qualcosa in più: un progetto a più voci, tenuto insieme da un’anima molteplice che lo fa evolvere nel tempo.
L’Agenzia Tonidigrigio ha collaborato internamente al progetto per costruire una comunicazione che ne rispecchia l’identità multiforme. Il lavoro è partito da un’indagine sulle declinazioni delle pratiche di decisione collettiva, aspetto identitario per Qui.


Infatti, il punto di partenza di Qui Val di Fiastra è una collaborazione plurale e collettiva che ne segna l’evoluzione. La prima tappa del cammino è stata Borgofuturo, festival che ha funzionato da incubatore di pratiche e strumenti di partecipazione attiva. Da lì, molte delle persone coinvolte hanno riconosciuto nel progetto una continuità naturale, convogliando le stesse energie in una traiettoria condivisa.
La presenza di tante persone, portatrici di interessi e competenze diverse, ha attivato nuove iniziative sul territorio e innescato il coinvolgimento degli enti locali. Il progetto si è così moltiplicato per diramazioni: residenze artistiche, Unità Mobile Errante, luoghi della comunità, rete museale, Osservatorio del Paesaggio, fino all’Anello Val di Fiastra.
Ma come si è realizzata questa condizione collettiva e comunitaria?

Pepe Lab, associazione nata in seno all’Agenzia Tonidigrigio, ha intervistato il presidente di Inabita, la cooperativa ente che coordina il progetto Qui Val di Fiastra, Matteo Giacomelli. Da anni in quanto Pepe Lab ci impegniamo nella costruzione di reti e processi partecipativi orizzontali, volti alla valorizzazione di territori e comunità. Matteo, ideatore del progetto in fase di scrittura, ci descrive così il percorso di co-progettazione che ha osservato crescere nel tempo.

"Ogni intervento apre spazi accessibili di confronto. Ad esempio, per l’anello della Val di Fiastra è stata fatta una chiamata pubblica. Chi ha risposto all’appello si è trovato a camminare effettivamente per una settimana lungo i borghi della valle. È nata così la redazione nomade, che ha scritto la guida della Compagnia dell’Anello, come hanno scelto di chiamarsi".
Partire dall’entusiasmo delle persone che vivono la valle è una delle caratteristiche costitutive di Qui Val di Fiastra. Per raccontare la valle serve chi la abita.
"È stata l’occasione per tante persone di entrare nel progetto a partire dai propri interessi. Lo stesso discorso vale anche per la rete museale, che parte dagli appassionati locali, dando modo alle persone di entrare a far parte dello sviluppo del progetto attraverso attività concrete".
Per questo, anche le attività dirette alla comunità si costruiscono con la comunità stessa, dando vita ad un vero percorso valoriale che attraversa il sentire di chi lo abita.
"L’Osservatorio del Paesaggio, ad esempio, si è realizzato su una chiamata pubblica di invito ai singoli. Passando per i Comuni, si è chiesto alle persone di pensare a uno o più luoghi del territorio a cui si sentiva legata da un ricordo, da un affetto. Ogni partecipante ha descritto il proprio luogo andando a mappare la vallata non solo da un punto di vista geografico o turistico, ma a partire dai propri valori".
Partecipazione, per Qui, significa allargare il campo di azione ad altri punti di vista. La pianificazione di un progetto territoriale che spesso viene preso in carico dal sindaco con tecnici e architetti si estende alla Val di Fiastra intera. Passando per interessi concreti, posizionati, singolari.
"È un approccio fondamentale in fase di costruzione del progetto. Ci ha permesso di lavorare anche su campi esterni alle nostre professionalità, dando spazio reale ad altre idee e alle persone che conoscono e hanno tanto da dire sul proprio territorio".

Matteo Giacomelli
La chiamata pubblica è riuscita a coinvolgere le persone partendo da quello che si sentono di poter e di volere portare con sé. Chi entra nel progetto lo fa attraverso ciò che sente affine e urgente, una conoscenza che ha sul luogo.
Senza la passione dei camminatori la Compagnia dell’Anello della Val di Fiastra non avrebbe avuto la stessa profondità. Ce lo racconta nella prossima tappa Lucia Barchetta, ingegnere architetto appassionata di montagna.
Scopri il progetto Qui Val di Fiastra.


Irene Sorrentino
Copywriter
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