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Workshop per riflettere sulla relazione tra Latte e Tempo

Una giornata di formazione con Cooperlat e UnivPM

Workshop per riflettere sulla relazione tra Latte e Tempo

UnivPM e Trevalli Cooperlat hanno scelto Tonidigrigio per realizzare un workshop in cui gli studenti progettassero assieme ai referenti marketing del brand. Un caso in cui la formazione incontra l’azienda per dare vita ad un progetto concreto.

Siamo partiti dal concept che gli studenti del Dipartimento di Management di UnivPM svilupparono per Cooperlat in occasione del premio Alceo Moretti promosso dal prof. Silvio Cardinali e da Giorgio Moretti nel corso di Management di UnivPM.

Il concept vincitore del premio era: assapora ogni momento, non è solo latte ma è il tempo che dedichi a te stesso. Il workshop condotto da Massimo e da Linda di Tonidigrigio scompone questa idea progettuale per poi ricomporla attraverso strumenti come il Value Proposition Canvas e l’Elevator Pitch.

Nel primo esercizio si risponde a due domande: Cos’è il latte? Cos’è il tempo?
Divisi in tre gruppi, i ragazzi indossano i panni del cliente di fronte al prodotto, cercando di guardare alle sue qualità da un punto di vista esterno. Insieme ai referenti Cooperlat che lavorano assieme agli studenti, ogni gruppo scrive un minimo di 8 risposte sui propri post it, da attaccare su un foglio A3: “Latte è… (funzioni, immagini, prove, rituali)”, “Tempo è… (valori, emozioni, promesse, trasformazioni)”.

Osservando e rileggendo i post-it, decliniamo quindi il concept in modo più specifico, lavorando su tre tensioni a partire da frasi brevi da completare:

Da… routine a… rituale ”,
Non solo… latte, ma anche… un momento per me ”,
Quando bevo latte sto… nel chill ”.

Parliamo di tensioni perché i due elementi che formano la coppia non sono in opposizione, non serve scegliere un lato. Il significato sta nelle sfumature, non nel bianco o nero.
Alla fine, ogni gruppo appende al tabellone una frase per ogni tipologia di tensione, restituendo così su una sola parete tre angolazioni diverse da cui osservare il concept, per individuare la linea narrativa comune.

La seconda fase è dedicata alla Value Proposition Canvas, per mappare le tre linee narrative sugli indicatori del modello sviluppato da Tonidigrigio.
Sempre servendosi del modello su foglio A3, si cerca prima di individuare la clientela di riferimento attraverso 4 punti:

Per chi si sta creando valore?
Attraverso quali attività l’azienda risponde ai suoi bisogni?
Quali sfide affronta e quali rischi teme?
Quali sono i suoi desideri?

Questo passaggio permette di definire dei nuclei chiave. A chi si riferisce la campagna, e da cosa quel tipo di utente si sente agganciato e sostenuto tramite la proposizione di valore di Cooperlat.

Per chiudere la Value Proposition, si passa per il confronto con il posizionamento di Cooperlat: quanto ciò che emerge dai gruppi è coerente con l’identità e le ambizioni dell’azienda? È il punto in cui un’idea funziona davvero, perché la risposta tiene insieme chiarezza, credibilità e coerenza. Anche qui, il valore non sta tanto nel trovare la soluzione giusta, quanto nel processo di verifica condivisa.

Ogni gruppo scrive le proprie osservazioni su post it che inserisce nel quadrante corrispondente della Value Proposition. Poi, attraverso il dot voting, le proposte vengono valutate in base a credibilità e corrispondenza.

Ogni gruppo scrive le proprie osservazioni su post it che inserisce nel quadrante corrispondente della Value Proposition. Poi, attraverso il dot voting, le proposte vengono valutate in base a credibilità e corrispondenza.

L’ultima fase si focalizza sulla restituzione, con l’obbiettivo di trasformare la Value Proposition scelta in un Pitch breve. L’azienda deve poter riconoscere la proposizione come la più attrattiva per il pubblico e, allo stesso tempo, in grado di portare in rilievo valori aziendali che assettino il nuovo posizionamento.

“Per… [target], che oggi… [aspettativa + preoccupazione],
la campagna Trevalli… [nome/idea] è… [che cos’è in una riga]
che offre… [beneficio principale] attraverso… [meccanismo/esperienza],
perché Cooperlat può crederci grazie a… [reason to believe]”.

Il pomeriggio si chiude con la presentazione davanti al direttore di Cooperlat, Marco Mazzarini, e la direttrice marketing, Milvia Panico, con il responsabile della comunicazione, Gabriele Patassi, e il team di Trevalli Cooperlat insieme al professor Silvio Cardinali, docente di UnivPM.

Il feedback è generativo, valutando cosa resta in testa, cosa andrebbe reso più chiaro e dove il racconto può diventare più incisivo.

Un elemento spesso sottovalutato è stato il coinvolgimento di alcuni referenti aziendali nei gruppi di lavoro. La presenza del team marketing di Cooperlat ha portato punti di vista interni, vincoli reali, ma anche curiosità e apertura verso il metodo. Allo stesso tempo, gli studenti hanno offerto uno sguardo esterno, libero da abitudini consolidate.

Linda Raffaeli

Visual Designer

È in questo scambio che la metodologia mostra un valore ulteriore come spazio di incontro. Un luogo in cui idee, ruoli e linguaggi diversi possono confrontarsi per guardare un prodotto (e il tempo che gli dedichiamo) da una prospettiva nuova.

Irene Sorrentino

Irene Sorrentino

Copywriter

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