• 23.05.2017
  • #note

Instagram e business: non + optional

600 milioni di utenti. 400 milioni attivi. 200 milioni di user che pubblicano stories tutti i giorni. Il paese più instagrammato di tutti? L’Italia. E se pensavamo che la maggior parte degli utenti fosse made in U.S.A., sorprendentemente non è così. Si perché l’80% degli utenti di IG viene da fuori gli Stati Uniti.


Instagram ha 10 volte più engagement di Facebook, 54 volte in più di Pinterest, e (eravamo increduli ma è vero) 84 volte di più rispetto a Twitter.


Persone come me e te che postano e/o commentano e/o lasciamo cuoricini sul feed qua e là e/o passiamo del tempo (21 MINUTI AL GIORNO statisticamente) a vedere i video e le foto caricate (95 milioni di foto e video condivisi ogni giorno per la precisione) sono considerate utenti attivi.
Potremmo già chiudere l’articolo, perché cos’altro c’è da dire di fronte a dati così eclatanti?
Diremo invece che quando Facebook ha comprato Instagram per $715,000, IG aveva 13 dipendenti, e oggi ne ha 400 (ultimo aggiornamento è del Novembre 2016).  Se volete avere una percezione “reale” di quante immagini vengono caricate su IG ogni millesimo di secondo cliccate qui: http://www.internetlivestats.com/one-second/

Instagram era nel 2016 usato da 48.8% dei brands—  ora?


Il 90% dei top brand mondiali lavora su Instagram.
Il 53% degli utenti segue il proprio brand preferito su IG.
Ad onor del vero, l’8% dei profili sono fake, nulla è perfetto, ma anche i profili falsi sono potenziali clienti e/o interlocutori.
A leggere questi pochi dati reperibili pubblicati da DMR (se ci siete riusciti senza farvi girare la testa complimenti, forse siete degli analisti anonimi!) ci chiediamo:
Dove sono le aziende con cui interagiamo tutti i giorni?


Molte aziende importanti Italiane ed estere non sono su Instagram. Aziende che fatturano bene, con degli obiettivi di vendita ambiziosi, con team motivati e con la “mente aperta”. Almeno così comunicano gli slogan pubblicitari sui loro siti, a volte così sembra anche dalle pagine Facebook, eppure quando si apre l’app e si cerca il risultato è: “no results”. Abbiamo ricercato un paio di aziende Marchigiane a cui siamo tutti affezionati ma MIA (missing in action) su Instagram:


ARISTON non ha un profilo legittimo su Instagram

Ariston ad esempio è tra le aziende di maggior successo nelle Marche e immaginiamo che siano interessati a vendere i propri prodotti anche agli utenti di Instagram, eppure non li abbiamo trovati. Abbiamo trovato un account che si chiama “ariston_hotpoint”, ma che come potete vedere dallo I profili riportati negli screenshot non hanno l’aria di essere account ufficiali, soprattutto perché mancano le informazione sull’azienda (descrizione, indirizzo, telefono, email etc).


GIAMPAOLI non sa forse che in molti postano foto dei suoi prodotti su Instagram

Giampaoli è una di quelle aziende a cui tutti nelle Marche siamo affezionati, la loro colomba è un must pasquale e infatti molti user amano il brand e postano su instagram foto dei vari prodotti, ma Giampaoli forse non lo sa.

Abbiamo giocato un po’ ma il fatto che molte aziende importanti in Italia siano assenti ci stupisce,  proviamo a dare qualche possibile spiegazione:

  • perché nessuno all’interno dell’azienda conosce i dati sopra riportati;
  • perché in generale si tende a sottovalutare il ruolo di Instagram in una strategia online;
  • perché si pensa che servano troppi fondi per gestire i canali in funzione del ritorno.

Diciamo poi che molto importante è anche il COME, essere su Instagram come azienda e che non è una cosa che si possa improvvisare.

Avere un account poco aggiornato, non rilevante, poco affidabile, è più deleterio per l’immagine di un brand del non averlo affatto


Un account mediocre lascerà sicuramente un’immagine sbagliata del brand nella mente dell’utente, il quale associerà al brand un’esperienza negativa e istintivamente potrebbe pensare che:

  • l’azienda non ha abbastanza budget per assumere una persona che si occupi in maniera seria dei social;
  • l’azienda non considera i social importanti e di conseguenza trascura la comunicazione diretta con il suo target.
  • l’azienda non mi considera importante (in quanto user su questa piattaforma).

Credo che siamo tutti d'accordo nel dire che l’obiettivo primario di ogni azienda sia la fidelizzazione dei consumatori, quindi dare un messaggio di “noncuranza” nei confronti dei propri clienti non è sicuramente auspicabile.


La nostra scelta (@_tonidigrigio) è molto semplice e cerca di essere autentica. Ciò che ci interessa è comunicare la nostra storia, il metodo con cui lavoriamo, i motivi per cui selezioniamo i partner e i clienti con cui collaborare, ma più di tutto ci interessa farvi vedere la nostra comunicazione. Il risultato di tanto impegno, della passione di chi ha scelto questo mestiere perché ne è innamorato. Speriamo di ispirare giovani graphic designer, di mettere le basi per collaborazioni con studi internazionali e ricevere feedback e perché no qualche riconoscimento. Nonostante l’account sia ancora molto giovane siamo fieri di contare già stimati professionisti tra i nostri followers, una percentuale di engagement del 544.3%, e una crescita mensile del 37.5%.

@_TONIDIGRIGIO

Non ci resta che invitarvi tutti, privati ed aziende, su Instagram, fateci sapere se avete bisogno di aiuto :) Ci vediamo lì!