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La creatività è una cosa seria

Martina Brunetti

Martina Brunetti

Marketing e Formazione

“Creatività è l’intelligenza che si diverte”
Albert Einstein

Ribaltando il punto di vista di Einstein non facciamo difficoltà a pensare che la creatività sia una cosa seria. Chiarito questo concetto, ci è sembrato utile provare ad allenare la nostra creatività giocando seriamente. Sperimentare il metodo Lego Serious Play ci ha insegnato molto e in questa nota vogliamo condividere tutti i contenuti che riteniamo di valore e che abbiamo appreso durante il workshop di Extrategy.


Cos’è Lego serious play?

Lego Serious Play è un metodo che permette di stimolare il pensiero creativo e di facilitare i processi di comunicazione all’interno del gruppo. Si lavora insieme e si lavora con i famosissimi mattoncini attraverso un procedimento scandito in tre step:

  • Primo step = Definizione dell’obiettivo. Ogni workshop realizzato con questa metodologia assolve a un determinato compito, ad esempio risolvere problemi, creare strategie condivise, sviluppare un nuovo prodotto eccetera. Il facilitatore, che ricopre un ruolo importantissimo, costruisce una serie di sfide e obiettivi, che permettano ai partecipanti di aprirsi e creare momenti di confronto e dialogo.
  • Secondo step = Costruzione del modello. Dopo aver recepito l’obiettivo dell’esercizio, si passa alla creazione del modello utilizzando i mattoncini Lego. I partecipanti hanno a disposizione un tempo limitato per costruire e per dare un significato alla costruzione.
  • Terzo step = Condivisione. A questo punto il modello è realizzato e i partecipanti possono condividere ad alta voce la storia, spiegando cosa rappresenta per loro ogni singola componente della costruzione. Il resto del gruppo ascolta il punto di vista dei vari partecipanti e il facilitatore accompagna il racconto con una serie di domande mirate e strategiche.

Semplice e lineare, come tutte le cose che funzionano bene.


Ok, ma in pratica, come funziona?

La sfida è immaginare l’agenzia di comunicazione ideale.

Per raggiungere questo obiettivo si può ragionare al contrario, provando a sviluppare un modello di “agenzia da incubo”.  E per fare questo servono dei mattoncini, un team pronto a mettersi in gioco e la capacità di far lavorare le mani. 
Proprio l’azione pratica e utilizzare la fantasia, per visualizzare concetti complessi creando modelli semplici, hanno reso questo gioco davvero serio e impegnativo.
Ragionare attentamente sui modelli sviluppati e confrontarci apertamente a proposito dei vari punti di vista ci permette di utilizzare l’80% del nostro cervello.
Le considerazioni che possono emergere sono tante, per noi sostanzialmente le seguenti:

  • ciò che è stato descritto da ognuno di noi come un fattore di incubo corrisponde a ciò che non dovrebbe essere presente all’interno di Tonidigrigio.
  • Ciò che non dovrebbe essere presente all’interno di Tonidigrigio effettivamente non è presente (per fortuna).

E questo ci tranquillizza molto, perché ci fa capire che il nostro team è in armonia e che, se lavoriamo insieme, le dinamiche interne funzionano bene. Essere  allineati e condividere visione e obiettivi, non è poco, in particolar modo quando si parla di luoghi di lavoro! 
Se fossero emerse delle criticità, con ogni probabilità, l’esercizio successivo le avrebbe approfondite e avremmo cercato insieme una soluzione, perchè Lego Serious Play serve anche a questo.


Quali sono gli obiettivi del metodo?

La metodologia Lego Serious Play è utile per raggiungere tanti altri obiettivi, ad esempio:

  • Sviluppare la creatività, perché non esistono persone creative e persone meno creative, esistono persone che utilizzano un metodo per allenare il pensiero creativo e persone che preferiscono aspettare l’ispirazione.
  • Allenare il Visual storytelling, perché la metodologia allena le capacità narrative e descrittive, si impara a raccontare ciò che si costruisce.
  • Acquisire capacità di Problem solving, perché è una metodologia che aiuta a visualizzare i problemi, a decostruirli e risolverli in modo cooperativo, utilizzando l’intelligenza collettiva del gruppo. E poi si sa! Ammettere di avere un problema è il primo passo verso la soluzione.

Le mani aiutano a pensare bene

Questa metodologia nasce direttamente dagli uffici della Lego. Era la fine degli anni ‘80 e all’interno del gruppo di ricerca che in quel momento stava esplorando i diversi modi di utilizzare i mattoncini è stata sviluppata la metodologia LSP. E per collaudarla, il team di Lego è partito dalla necessità di risolvere un problema dell’amministratore delegato, il quale si lamentava in continuazione del fatto che, durante le riunioni strategiche, alcune (poche e selezionate) persone contribuivano all’80% delle soluzioni e gli altri, tutti insieme, al restante 20%.
Invece, utilizzando il metodo Lego Serious Play, ogni persona del team era in grado di partecipare al 100% perché ognuno era nelle condizioni di contribuire all’intelligenza del gruppo durante la ricerca di soluzioni.


Perché il gioco-serio funziona in azienda?

Giocare è per definizione un’attività volontaria limitata nel tempo e nello spazio; i mattoncini Lego rendono piacevole e soddisfacente la partecipazione; il metodo LSP permette di raccontare il proprio punto di vista e le ricerche hanno dimostrato che il processo di creazione e discussione porta ad analizzare la realtà in modo molto più onesto e produttivo. Utilizzare le mani per dare forma alle idee mette in relazione la parte destra del cervello con la sinistra, creando un dialogo tra pensiero creativo e pensiero cognitivo. Il risultato è che utilizzando questo metodo riusciamo ad utilizzare l’80% del nostro cervello. Insomma, l’attività manuale e pratica aiuta a pensare bene.

Sarà arrivato il momento di tornare all’analogico?

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