• 19.03.2019
  • #note

Mecenatismo 4.0
sostenere la cultura non è mai stato così digital

Perché nel 2019 sentiamo ancora parlare di Mecenatismo?

Il mecenatismo è un’attività che nasce più di 2000 anni fa. Prende il nome da Gaio Cilnio Mecenate, nato intorno al 68 a.C, che fu il braccio destro dell’Imperatore Augusto e che per tutta la sua vita fu anche un importante promotore culturale. Mecenate, infatti, è spesso ricordato per aver fondato il circolo culturale ufficiale della corte augustea. Fu protettore di numerosi talenti letterari, tra i quali ricordiamo i poeti Virgilio, Properzio, Ovidio e Orazio, che sosteneva con estrema generosità. Da questo presupposto, nel tempo, è stato coniato il termine mecenatismo, proprio per simboleggiare la tendenza a favorire le arti e le lettere accordando una protezione (anche economica) a chi le coltiva per mestiere.

Grazie alla Legge di Stabilità del 2016 è stato possibile riscoprire e rendere permanente il ruolo dei nuovi mecenati contemporanei. Questo perché l’art Bonus consente a chi effettua erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura di godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.


Erogazioni liberali? Per cosa?

Finanziare la cultura, il restauro di opere d’arte, la manutenzione di edifici storici e la realizzazione di nuove strutture permette all’arte e allo spettacolo di esprimersi in ogni forma possibile. In tal senso, l’Art bonus descrive chiaramente le tipologie di erogazioni liberali effettuate in denaro che danno il diritto al credito di imposta, sottolineando l’importanza dei contributi economici per:

  • la manutenzione, la protezione e il restauro di beni culturali pubblici;
  • il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, come musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici;
  • il sostegno di fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione, istituzioni concertistico-orchestrali, teatri nazionali, festival e imprese e centri di produzione teatrale e di danza;
  • la realizzazione di nuove strutture, il restauro e il potenziamento di quelle esistenti, di istituzioni e enti pubblici che svolgono attività nello spettacolo senza scopo di lucro.

Anche io posso contribuire al patrimonio culturale italiano?

La risposta è sempre sì. Che tu sia un pensionato, un dipendente, un libero professionista o il titolare di un’azienda (indipendentemente dalla forma giuridica), puoi sostenere l’arte e lo spettacolo. Ovviamente ci sono dei limiti, dei diritti e dei doveri:

  • le persone che non svolgono attività di impresa, dunque dipendenti, pensionati, liberi professionisti, possono erogare liberamente fino al 15% del proprio reddito imponibile annuo,
  • i titolari di reddito di impresa, ossia gli imprenditori individuali, le società e gli enti che svolgono attività commerciale, possono donare fino al 5 per mille dei ricavi annui.

In base all’erogazione liberale in denaro effettuata, nei successivi 3 anni, ogni soggetto riceverà un credito di imposta pari al 65% del totale.


E come si fa?

Il procedimento è davvero molto semplice.
Noi di Tonidigrigio abbiamo scoperto questa opportunità giusto qualche anno fa. Siamo diventati mecenati contribuendo alla realizzazione di un importante progetto di restauro, da noi finanziato mediante Art Bonus. Tale operazione, realizzata dalla restauratrice Stella Mimmotti, ha permesso di recuperare l'Herbario Novo di Castore Durante da Gualdo, medico, botanico e poeta italiano del Rinascimento. A partire da questo prezioso investimento l'associazione culturale Pepe Lab, con la nostra collaborazione, ha sviluppato una serie di attività correlate e una ricca progettualità che ha coinvolto enti formativi e reti scolastiche del Comune di Jesi.

La creatività alimenta la creatività, dare un contributo alla cultura ci mette nelle condizioni di poter generare tante nuove opportunità per il territorio.
Se vuoi saper ne di più scrivici a info@tonidigrigio.it.