• 04.04.2018
  • #interviste

Self publishing

Antonio Tombolini
Fondatore e CEO di StreetLib Italia
www.streetlib.com

Parliamo di self publishing. Cosa è cambiato con il digitale? Quali sono i vantaggi per gli autori?

Prima del digitale, l’autopubblicazione (questa è la traduzione esatta di self publishing) era chiamata, e quasi sempre a ragione, “vanity press”. Questo perché la motivazione di fondo che spingeva all’autopubblicazione cartacea consisteva nel soddisfare il proprio narcisismo. Questo voleva dire far vedere ad amici e parenti che si era scritto un libro, col proprio nome stampato bello grande in copertina. Col digitale scompare la possibilità di ostentare un prodotto fisico, ma diventa possibile, finalmente, produrre e distribuire il proprio libro nelle stesse librerie in cui vengono venduti gli ebook dei grandi editori. Questo significa che i self-publishers del digitale tendono a fare sul serio, a fare davvero gli editori di se stessi, preoccupandosi sempre di più non solo di scrivere, ma anche di produrre per bene l’ebook, di distribuirlo e di promuoverlo al meglio.


Come funzionano le piattaforme di self publishing?

Ce ne sono alcune di emanazione di grandi gruppi editoriali. In questo caso si cerca di attirare più o meno subdolamente il self-publisher con la “promessa implicita” (ma sempre smentita!) che “se vieni qui a pubblicare avrai la possibilità di essere pubblicato da me, che sono un grande editore”. Cosa che poi non avviene se non per sporadici casi, tanto sporadici che non saprei nominarne uno.


Poi ci sono piattaforme che fanno solo self-publishing: più che auto-editori si tratta di autori che ci tengono a far rilevare una forte impronta antagonista, quasi ideologica, rispetto agli editori.

Infine ci sono piattaforme che, come Narcissus.me, sono strutturate per fare in modo che il self-publishers possa avere opportunità di incontro e di “fecondazione reciproca” con gli editori, e viceversa. Per noi editori e self-publishers non sono due mondi separati e in contrapposizione, tutt’altro: il self-publisher, l’auto-editore, è l’editore allo stato nascente, ed è quello più disponibile ad adottare paradigmi - tecnologici e di business - completamente nuovi.