Comunicare l’informale
Il nostro progetto per Mannucci. Fuoco e Genesi

Comunicare il lavoro di un artista non è difficile. Comunicare relazione e complicità tra artisti informali è un’altra storia.
La collaborazione con Carifac, Cassa di Risparmio di Fabriano, Cupramontana e Ancona ci porta ad occuparci della mostra “Mannucci. Fuoco e Genesi” e a riflettere sul nostro debito con l’arte italiana del Novecento.


Curata da Fabio Marcelli e ospitata in Zona Conce (lo spazio espositivo della Fondazione a Fabriano) e ad Arcevia, la mostra conferma la politica della Fondazione a tutela e sostegno dell’opera di Mannucci e la sua volontà di progettare con respiro sempre più regionale e nazionale.
Attraverso le loro opere, assistiamo alle profonde relazioni, alle amicizie, alle riflessioni e alle vibrazioni che caratterizzarono i rapporti tra Mannucci, Balla, Burri, Vedova, Afro, Giacomelli e molti altri grandi Maestri del nostro Novecento. Così, per capire come sia possibile comunicare il senso di potenza che si respira nella mostra, ci caliamo in quel vulcano incandescente.
Al centro di tutto sta un nuovo concetto di materia. Una materia che, pur lavorabile, conserva una propria forza intrinseca e a volte spaventosa. Una materia che non si arrende al segno e non vuole più essere solo un veicolo per i significati umani. Questo gli artisti (come sempre) lo capiscono prima di chiunque altro.

Nel team di Tonidigrigio ci sono persone con competenze storico artistiche e questo ci aiuta nella ricerca. Riconosciamo l’attualità di molte scelte comunicative di quegli anni: opere d’arte che diventando manifesti (manifestandosi) e arrivano senza mediazioni al cuore delle persone negli spazi pubblici e privati. Ci rendiamo conto di non dover creare nessun segno nuovo. Ci spostiamo un po’ di lato.
Ci rendiamo conto che il segno, la forza espressiva, le tecniche e i linguaggi, possono entrare in relazione tra loro ed essere a loro volta generativi. Nella comunicazione digitale e d’affissione sperimentiamo questa relazione.


Diventiamo i camerieri delle trattorie ai cui tavoli gli artisti dibattono. Siamo testimoni dei loro abbracci sulle banchine delle stazioni. Ci intrufoliamo nelle loro auto piene di opere taglienti. Progettiamo una comunicazione che non si sovrapponga a loro, ma sia testimone della loro potenza e ne abbia il massimo rispetto. In questo modo, peraltro, la materia irrompe nel nostro mondo sempre più immateriale, noi le facciamo spazio e da quel periodo straordinario del passato arriva un’aria incredibilmente fresca.
Grazie a Carifac per il privilegio che abbiamo avuto di lavorare a questa mostra: alla presidente Rosa Rita Silva, al direttore Marco Boldrini con Federica Dian, al curatore Fabio Marcelli, ai Comuni di Fabriano e di Arcevia, all’architetto Paolo Schicchi e a tutti i collaboratori.

Massimo Pigliapoco
Director & Co-Founder
Condividi
Partiamo da ciò che ti rende unico
e, attraverso l'ascolto e la co-creazione,
raccontiamo in maniera efficace ciò che sei davvero.

Due workshop per la Fondazione Carifac
