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Tre persone, cinque giorni, nessuna mail

Come il Workshop WARMUP dell'Accademia di Belle Arti di Macerata ci ha ricordato perché facciamo questo lavoro.

Tre persone, cinque giorni, nessuna mail

A un certo punto, Jacopo, Linda e Giorgia devono organizzarsi in maniera diversa per garantire ai clienti e allo studio il lavoro consueto. Non per motivi tecnici. Non per urgenze. Si tratta di ABAMC.

In realtà ogni anno troviamo un modo per uscire dalla routine. Ma questa è la prima volta che lo facciamo tutti e tre assieme. Passeremo cinque giorni con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, un’istituzione che da anni forma professionisti del design e della comunicazione visiva mettendo al centro la sperimentazione e il confronto tra discipline.

Il brief è quello di un cliente reale. Il problema da risolvere, reale anche questo: riprogettare il sito dell’ABAMC.

Di solito con Jacopo e Giorgia funzioniamo come una catena di montaggio: ognuno è responsabile della sua parte del processo, e poi la passa allo step successivo. Questa volta ci siamo occupati del processo tutti insieme, portando al tavolo i nostri punti di forza e le nostre sensibilità.

Linda Raffaeli

Visual designer

Il processo

Quello che succede durante il workshop non è molto diverso da quello che succede in ufficio quando parte un nuovo progetto. Si comincia dall’osservazione: capire il contesto, il cliente, cosa esiste già e cosa non funziona. Ci aiutano strumenti come il Value Proposition Canvas, che serve a mettere a fuoco il valore reale di un prodotto o di un servizio prima ancora di pensare a come comunicarlo. Viene poi la ricerca che, per noi, significa guardare fuori dal perimetro dell’ovvio, raccogliere riferimenti da posti inaspettati, cercarli in settori molto diversi da quello di riferimento. Insomma, creare un immaginario su cui si staglierà la soluzione. Conduciamo questa parte del workshop da remoto seguendo a passo a passo il lavoro di ogni gruppo e assieme a Massimo Pigliapoco, co-founder di Tonidigrigio, presente in molte sessioni di lavoro.

Ecco che le prime idee prendono forma. Anche qui portiamo agli studenti strumenti che facilitano le operazioni come il dot voting, per prendere decisioni condivise e arrivare al concept dei progetti, e l’elevator pitch, per un confronto finale in cui ogni gruppo ha pochi minuti a disposizione e deve sforzarsi di essere rapido e chiaro.

La differenza rispetto al lavoro in ufficio è che tutto questo succede in quattro giorni invece di quattro settimane. E che chi lo fa non lavora ancora nel settore. Il che, sorprendentemente, aiuta: quando non sai ancora cosa non si può fare, ti permetti di esplorare percorsi che noi a volte saltiamo troppo in fretta.

Conoscevo quegli spazi da studente. Rientrarci da professionista è una cosa particolare: capisci quanto sei cambiato non da quello che pensi, ma da come reagisci alle stesse situazioni.

Jacopo Bartolucci

Visual designer

La restituzione

Il lavoro trova sintesi in un giorno e un luogo precisi. È venerdì e siamo agli ex Magazzini Rossini, uno spazio pensato per aprire a tante possibilità. Finalmente incontriamo di persona gli studenti con i quali abbiamo lavorato e che, oggi, presenteranno pubblicamente i loro progetti. La cornice è prestigiosa ma accogliente: negli spazi dell’accademia è allestita una mostra con i risultati del loro percorso, accanto ad alcuni lavori dei corsi di progettazione di ABAMC. Uno dopo l’altro, i gruppi espongono la loro ricerca, le direzioni che hanno scelto, le modalità di relazione che hanno utilizzato. I concept che hanno elaborato.

Per loro, l’intervento finale di Mauro Bubbico ha certamente un significato particolare. Bubbico è una delle voci più autorevoli del panorama della grafica italiana e riceve dal rettore Piergiorgio Capparucci il Premio Josef Svoboda al Talento Artistico e Creativo, riconoscimento che ogni anno va a chi ha saputo tenere insieme qualità del progetto e coerenza di percorso.

Vedere tanti modi diversi di immaginare lo stesso sito è stato un piccolo regalo. Nei prossimi mesi saremo noi a costruirlo davvero, e mi porto a casa la voglia di partire da chi quel sito lo userà.

Giorgia Ballante

UX/UI Specialist

Cosa rimane

Alla fine della giornata, mentre torniamo verso lo studio, ci troviamo a riflettere su quanto valga davvero la pena fermarsi e partecipare a iniziative come questa. Non tanto per quello che possiamo insegnare, ma per quello che ci portiamo a casa: uno sguardo nuovo sul nostro lavoro, un promemoria di cosa succede quando le competenze si incontrano e si sommano. Di quanto si continua ad imparare quando si condividono lo spazio ed i pensieri con chi non sa ancora cosa non si può fare.

Credits

Questa esperienza nasce dall’accordo che Simona Castellani, Sandro Giorgetti (referente del workshop per ABAMC) e Marco Goran Romano dell’Accademia di Macerata stringono con Massimo Pigliapoco, co-founder di Tonidigrigio, con l’obiettivo di far vivere agli studenti dall’interno l’esperienza di un team di agenzia. Grazie di avere una visione che permette a noi e ad altri di sviluppare progetti e pensieri su quello che facciamo.

Grazie poi a chi ha portato la propria visione all’interno del workshop: Collletttivo, Giulia Boccarossa, Studio Mistaker,Due Studio, Giovanni Abbatepaolo e Lorenzo Di Gioacchino.

Grazie al rettore Piergiorgio Capparucci e a Mauro Bubbico.

Jacopo Bartolucci

Jacopo Bartolucci

Visual Designer

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