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Cantiere delle Marche costruisce yacht explorer in acciaio e alluminio, ad Ancona, dal 2010.
Nell'anno del quindicennale la comunicazione conferma la regola con cui il cantiere lavora da sempre: prima si fa, poi lo si dice.

Cantiere delle Marche è tra i protagonisti internazionali dello yachting da esplorazione. Un'azienda che ha costruito il proprio posizionamento navigando, prima ancora che raccontandosi. Il quindicesimo anniversario diventa l'occasione per rimettere in ordine la comunicazione attorno a un principio che era già nel modo di lavorare del cantiere: la corrispondenza tra ciò che si fa e ciò che si dice. Identità, sito, campagne, produzione video e canali social vengono riscritti a partire da qui. Non un racconto nuovo, ma il racconto che corrisponde.

Servizi

Brand strategy

Brand identity

Advertising

Video production

Social media

UX UI design

Copywriting

Cliente

Cantiere delle Marche

Luogo

Ancona

Anno

2012 - on going
Cantiere delle Marche – dare voce a ciò che si è già

Nuclei di comunicazione

Explorer

Non una categoria di prodotto, ma un'attitudine. Riders on the storm ne è la forma comportamentale.

Il mondo della navigazione

La rotta, le condizioni reali, il tempo che cambia. Il contesto in cui uno yacht viene davvero messo alla prova.

Il valore del prodotto

Acciaio, strutture sovradimensionate, impianti mutuati dalla nautica commerciale. Scelte costruttive che si vedono nel tempo.

Esperienza personale

La voce di chi progetta, costruisce e naviga. Armatori, progettisti, equipaggio: il racconto in prima persona.

Identità

Un'identità che non aggiunge niente:
mette in ordine ciò che il cantiere è già, e lo rende dicibile.

La corrispondenza

Il quindicennale poteva diventare una celebrazione. Abbiamo scelto di trattarlo come una verifica. Il manifesto di identità nasce da una regola che il cantiere già applicava senza averla mai scritta: prima facciamo, poi, se serve, lo diciamo. Ogni parola della comunicazione diventa così il riflesso di un fatto, di una scelta costruttiva, di un'esperienza di navigazione. Non uno stile da adottare, ma un modo di stare al mondo da riconoscere.

Explorer is not a claim

Explorer era diventata una parola d'uso comune nel settore, applicabile a una linea o a un layout. Il nuovo posizionamento la restituisce al suo significato: qualcosa che si dimostra miglio dopo miglio. CdM non costruisce explorer yacht, costruisce yacht che esplorano.
Il passaggio prende forma nella tipografia. L'affermazione resta al serif; la firma passa al corsivo, gesto personale di chi lo yacht l'ha costruito. Due voci, due distanze: la rotta non si annuncia, si firma.

Luce, materia, colore

Il trattamento fotografico segna il passaggio dalla perfezione formale alla verità visiva.
Toni più cupi, luce più profonda, composizione essenziale: lo yacht si sente prima di vedersi, il mare torna a essere tensione.

La palette segue lo stesso movimento, riprendendo le tonalità del nuovo trattamento e abbandonando i contrasti da catalogo. Non è una direzione estetica scelta a tavolino: è la condizione reale in cui queste barche sono progettate per stare.

2012 - 2025

Quindici anni raccontati senza retorica dell'anniversario.

Marchio 15 anni

La campagna nasce dallo stesso principio che regge l'identità e ne è la verifica pubblica. Nessuna promessa di prestazione, nessun immaginario aspirazionale: l'annuncio mostra una barca in mare e dichiara una posizione. Il corsivo porta la parte personale del messaggio, il serif quella affermativa. Il testo è ridotto al minimo perché la fotografia, nel nuovo trattamento, sta già dicendo la parte più difficile.

Advertising

Explorer is not a claim. It's a route.
Una campagna che non promette: constata.

2025

La campagna nasce dallo stesso principio che regge l'identità e ne è la verifica pubblica. Nessuna promessa di prestazione, nessun immaginario aspirazionale: l'annuncio mostra una barca in mare e dichiara una posizione. Il corsivo porta la parte personale del messaggio, il serif quella affermativa. Il testo è ridotto al minimo perché la fotografia, nel nuovo trattamento, sta già dicendo la parte più difficile.

2026

La campagna 2026 non cambia tesi, cambia posizione. La domanda non è più come comunicare il prodotto, ma da dove guardarlo. Lo sguardo si sposta da fuori a dentro: non la barca come oggetto da ammirare, ma come luogo abitato, il rumore del mare, l'orizzonte attraverso la vetrata. E la voce che la racconta non è più quella del cantiere: è quella dell'armatore. Due soggetti, Flexplorer e RAW, due modi di stare in mare, un solo registro. Nessun superlativo, nessuna spiegazione: si afferma un fatto e si lascia che chi sa lo riconosca.

Sito web

Ogni yacht è un progetto a sé:
il sito lo restituisce come tappa di una rotta, non come voce di un catalogo.

Il redesign parte da un problema di lettura. Un cantiere che costruisce imbarcazioni custom rischia di presentarsi come una collezione di casi isolati, oppure di appiattirli in una gamma. Il nuovo sito tiene insieme i due livelli: la specificità di ciascuno yacht — layout, materiali, soluzioni tecniche, storia dell'armatore — e il sistema di scelte che li accomuna. La navigazione accompagna l'utente dal singolo progetto al metodo che lo ha generato, e ritorno.

Esperienza e struttura

L'impianto visivo applica al digitale il nuovo trattamento fotografico: immagini a piena larghezza, testi ridotti all'essenziale, tipografia che alterna serif e corsivo secondo la stessa logica del sistema di identità. Le sezioni dedicate alla costruzione e agli aspetti tecnici escono dall'area riservata agli addetti ai lavori e diventano parte del racconto pubblico, coerentemente con il principio di corrispondenza: ciò che il cantiere fa deve poter essere verificato.

Route to WSA

Quattro yacht finalisti ai World Superyacht Awards:
una serie li racconta come tappe della stessa rotta.

CdM arriva ai World Superyacht Awards 2025 con quattro imbarcazioni finaliste, tre delle quali nella stessa categoria — displacement motor yacht, 499 GT e sotto, da 40 a 45,9 metri. Route to WSA trasforma la nomination in un percorso narrativo. Non una comunicazione di premio, ma la dimostrazione che quattro barche diverse nascono dallo stesso modo di pensare. La serie ha una normativa propria: sigla, trattamento fotografico, tipografia e CTA finale ricorrenti, declinati per mantenere dinamico il visual.

Social

Quattro linee narrative, un solo registro:
i canali diventano il luogo dove la corrispondenza si verifica ogni giorno.

Il cantiere non aveva bisogno di un racconto nuovo. Aveva bisogno che il racconto corrispondesse. Explorer non è un claim: è la rotta che CdM percorre da quindici anni, una barca alla volta.

Team

Massimo PigliapocoDirector & Co-Founder
Alessandro PiccioniDirector & Co-Founder
Jacopo BartolucciVisual Designer
Giorgia BallanteUX/UI Specialist
Ambra RubiciniVisual Designer

Collaborazioni

Lab81