Lorenzo Lotto nelle Marche
Quattro volumi per raccontare un patrimonio diffuso.
25 opere di Lorenzo Lotto si trovano nelle Marche. Non in un unico museo, ma distribuite tra chiese, pinacoteche e luoghi di culto di otto diverse città. La Rete Museale delle Città Lottesche nasce per custodire e valorizzare questo patrimonio come un unico sistema. A questa esigenza risponde il progetto editoriale seguito da PepeLab e pubblicato da Tonidigrigio: quattro volumi - Ancona, Monte San Giusto, Mogliano, Jesi - pensati per funzionare insieme e come cofanetto, che ospitano testi critici e riproduzioni accurate e sono pensati per essere fruiti da un ampio pubblico, scritti in doppia lingua, con una particolare attenzione all'accessibilità dei contenuti testuali e visivi.
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Sistema visivo
Un sistema visivo che nasce dalle opere di Lotto
e le restituisce al pubblico in una forma accessibile e riconoscibile.
Nuclei di comunicazione
Il particolare
in cui la scena si decide. In copertina diventano macro-dettagli sfocati: perdono
il contesto dell'opera e diventano il segno visivo della collana.
Doppia lingua
Il testo tradotto in corsivo per distinguerlo. Un layout progettato per funzionare su saggi critici, didascalie e testi istituzionali, con attenzione alla leggibilità e alla fruizione da parte di pubblici diversi.
Un solo sistema
che parlano la stessa lingua visiva senza
mai sembrare uguali.
La copertina
I dettagli delle mani di Lotto diventano il volto della collana.
La sfocatura trasforma il particolare pittorico in un segno grafico coerente tra i quattro volumi.



Le copertine nascono da un'unica scelta concettuale: portare le mani di Lotto fuori dalle tele. Ogni volume apre su un macro-dettaglio di un'opera conservata in quella città — Ancona, Monte San Giusto, Mogliano, Jesi — rielaborato con effetto sfocato.
Il gesto rimane leggibile, la mano che trattiene, quella
che si apre, quella che indica, ma la pittura si trasforma
in qualcosa di diverso: un segno grafico, una soglia
tra il libro e l'opera.
Il risultato è un sistema di copertine coerente
e riconoscibile, in cui ogni volume ha la propria identità cromatica ma appartiene chiaramente alla stessa collana.




I quattro volumi
Pepelab entra nelle opere attraverso i dettagli:
drappeggi, posture e gesti come punto di partenza per costruire un'identità visiva coerente tra i quattro volumi.




Il punto di partenza non sono le riproduzioni complete dei dipinti, ma i loro dettagli. Pepelab sceglie di avvicinarsi alle opere attraverso i drappeggi, la postura dei personaggi e soprattutto le mani.
In Lotto le mani non sono mai decorative. Sono il punto in cui l'interiorità dei personaggi si fa visibile. Le sue opere sono punteggiate di gesti straordinari: mani che pregano, mani aperte in un gesto di offerta, mani che trattengono o che si tendono verso qualcosa. Scegliere le mani come immagine-guida della serie non è stata una scelta estetica, ma concettuale: un modo per invitare il lettore a guardare le opere di Lotto con occhi ravvicinati, disposti a fermarsi su ciò che di solito si trascura.



Layout interno
I volumi sono bilingue — italiano e inglese. La doppia lingua non è trattata come un vincolo tipografico: una differenziazione visiva guida il lettore tra le due versioni in modo naturale, senza appesantire la pagina.
La struttura tipografica è volutamente chiara: corpi testo ampi, gerarchia leggibile, equilibrio costante. Il carattere è il General Sans, nelle sue varianti light, regular e bold — una famiglia sobria e contemporanea che sta accanto alle immagini senza ingombrarle.
Il riferimento è la storica collana dei "Maestri del colore": quaderni agili, da portare con sé davanti alle opere, da consultare sul momento, da regalare. Strumenti vivi, non libri da esporre.

Il senso del progetto è da ricercare nei dettagli: nei drappeggi e nella postura delle mani dei dipinti. Vorremmo che il libro funzionasse come uno strumento capace di avvicinare chiunque a un patrimonio che appartiene a tutti, rendendolo accessibile e invitando ad utilizzarlo come quaderno e compagno di viaggio.

Massimo Pigliapoco
Salone del libro
Al Salone del Libro di Torino,
Massimo Pigliapoco presenta i quattro volumi allo stand
della Regione Marche.
La committenza
Il progetto nasce da una committenza che intende raccontare Lotto non come un'icona distante, ma come un artista vivo, capace di parlare a chi si avvicini alle sue opere con curiosità. La Regione Marche e la Pinacoteca di Jesi hanno seguito questa ispirazione, enfatizzando il ruolo della Rete Museale delle Città Lottesche, con il coordinamento di Daniela Tisi.
Il progetto si inserisce nelle politiche culturali di Ancona Capitale della Cultura 2028.





La curatela scientifica è di Romina Quarchioni. I contributi portano le firme di Marta Paraventi, Marina Massa, Giuliana Pascucci, Simona Cardinali e Loretta Secchi — storiche dell'arte e studiose che hanno affrontato Lotto da prospettive diverse, restituendo la complessità di un artista sfuggente e multiforme.
Quattro volumi, quattro città, quattro voci che respirano insieme e formano un sistema.
