Lorenzo Lotto nelle Marche
Un progetto editoriale tra arte, territorio e accessibilità

Un artista finalmente al centro
Lorenzo Lotto è rimasto a lungo ai margini della storia dell’arte: la sua pittura, incredibilmente moderna, era un’eccezione difficile da comprendere all’interno dei confini del Rinascimento. Fu il grande storico dell’arte Roberto Longhi a riscoprirlo, ma forse solo oggi la sua capacità di penetrare l’animo umano viene finalmente percepita dal grande pubblico.
Nelle Marche, Lotto ha lasciato opere intense, capolavori assoluti in cui troviamo significati nascosti, dettagli grandiosi, emozioni e riflessioni estremamente moderne. E oggi le Marche si mostrano orgogliose di aver ospitato un artista come Lotto, dedicandogli un cofanetto di quattro volumi presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino insieme alla Regione Marche.
La committenza: una visione culturale di territorio
Tutto nasce da una committenza che intende raccontare Lotto non come un’icona distante, ma come un artista vivo, presente, capace di parlare a chi si avvicini con curiosità alle sue opere anche secoli dopo che sono state realizzate. Un artista assolutamente vitale. La Pinacoteca di Jesi e la Regione Marche hanno seguito questa ispirazione e, con il coordinamento di Daniela Tisi, hanno enfatizzato il ruolo nel nostro territorio della Rete Museale delle Città Lottesche. Ancona, Monte San Giusto, Mogliano e Jesi.
In questo modo, il patrimonio artistico si valorizza facendo sistema, mettendo in dialogo realtà diverse attorno a un’eredità comune. Il progetto si inserisce con piena coerenza nelle politiche culturale di Ancona Capitale della Cultura, ribadendo l’attitudine marchigiana a costruire punti tra istituzioni e territori.


Le autrici: rigore e accessibilità
Quattro volumi, quattro città, quattro voci.
La curatela scientifica è di Romina Quarchioni, che ha saputo tenere insieme rigore storico e accessibilità narrativa. I contributi portano le firme di Marta Paraventi, Marina Massa, Giuliana Pascucci, Simona Cardinali e Loretta Secchi, storiche dell’arte e studiose che hanno affrontato Lotto da prospettive diverse, restituendo la complessità di un artista sfuggente e multiforme.
Ogni volume è dedicato a una città della rete: Ancona, Monte San Giusto, Mogliano, Jesi. Ciascun volume ha una sua voce, un suo focus, una sua specificità. Eppure tutti e quattro respirano insieme, formano un sistema, raccontano il territorio attraverso un unico sguardo. Questa tensione tra unità e differenza, che è poi una delle caratteristiche fondamentali della Rete Lottesca stessa, è il principio che ha guidato anche le scelte grafiche ed editoriali.

PepeLab: entrare nelle opere attraverso i dettagli
La sfida grafica era ambiziosa: come dare un’identità visiva forte a una serie di quattro volumi che dovevano essere riconoscibili come famiglia, pur raccontando luoghi diversi? Ricerchiamo la risposta non nell’astrazione, ma nell’opera stessa.
Invece di partire dalle riproduzioni complete dei dipinti, la scelta più ovvia, e forse la più scontata, il team ha scelto di entrare nelle opere attraverso i dettagli. I drappeggi. La postura dei personaggi. E soprattutto le mani.
In Lotto le mani non sono mai decorative. Sono il punto in cui l’interiorità dei personaggi si fa visibile, dove la pittura smette di essere superficie e diventa linguaggio. Le sue opere sono punteggiate di gesti straordinari: mani che pregano, mani aperte in un gesto di offerta, mani che trattengono o che si tendono verso qualcosa. Ogni gesto è un indizio, ogni postura un racconto. La pittura di Lotto funziona come un testo cifrato, dove i dettagli rimandano sempre a significati più profondi e le mani sono spesso la chiave di lettura.
Scegliere le mani come immagine-guida della serie non è stata dunque una scelta estetica, ma concettuale. Un modo per onorare il linguaggio caldo e umano di Lotto, e per invitare il lettore a guardare le sue opere con occhi nuovi, ravvicinati, curiosi, disposti a fermarsi su ciò che di solito si trascura.
In Lotto ogni gesto racconta qualcosa di invisibile, e noi abbiamo voluto che anche il libro funzionasse così, come uno strumento capace di avvicinare chiunque a un patrimonio che appartiene a tutti.

Massimo Pigliapoco
Le copertine: sfocatura come identità
Le immagini in copertina sono state rielaborate con un effetto sfocato. La sfocatura unifica: i quattro volumi, pur raccontando città diverse, appaiono come parte di un unico respiro visivo. L’occhio li riconosce immediatamente come famiglia, anche prima di leggere i titoli.
La scelta ha una coerenza poetica: le copertine mostrano i dettagli delle opere come le mani, i tessuti e attraverso un velo di morbidezza che non nasconde, ma invita. Come una soglia. Come un invito ad avvicinarsi, ad aprire il libro, ad entrare.
Il layout interno: accessibilità come valore
All’interno dedichiamo il massimo della cura e della precisione. I volumi sono bilingue, italiano e inglese, e la doppia lingua non è stata trattata come un problema tipografico da risolvere, ma come un’opportunità. Una differenziazione cromatica accompagna il passaggio tra le due lingue, guidando il lettore in modo naturale, senza appesantire la pagina.
La struttura tipografica è volutamente chiara: corpi testo ampi, gerarchia leggibile, equilibrio visivo costante. Ogni pagina rispetta l’opera che ospita. Il carattere scelto è il General Sans, nelle sue varianti light, regular e bold, una famiglia sobria e contemporanea, capace di stare accanto alle immagini senza ingombrarle.
L’obiettivo era costruire qualcosa che assomigliasse alla storica collana dei “Maestri del colore”: quaderni agili, da portare con sé davanti alle opere, da consultare sul momento, da regalare. Strumenti vivi, non libri da esporre.


Tonidigrigio: l’edizione come gesto culturale
Il cofanetto è edito da Tonidigrigio, che ha accompagnato il progetto con la stessa attenzione alla qualità che caratterizza l’intero lavoro. La scatola nera che contiene i quattro volumi è essa stessa un oggetto: sobria, elegante, capace di comunicare il valore di ciò che custodisce prima ancora di essere aperta. Un cofanetto che è anche un dono a chi ama l’arte, alle biblioteche, ai musei, ai viaggiatori che attraversano le Marche sulle tracce di Lotto.
La collaborazione tra Tonidigrigio e PepeLab ha dato vita a un oggetto editoriale in cui forma e contenuto si tengono, si rispettano, si valorizzano a vicenda. È questo in fondo il senso di un lavoro editoriale condotto con cura e con rispetto.
Un omaggio a Lotto, un investimento sul territorio
Rendere Lotto accessibile significa investire sul territorio che lo ospita. Le Marche custodiscono una concentrazione straordinaria di sue opere, pale d’altare, ritratti e affreschi distribuite in chiese, pinacoteche e musei di città grandi e piccole. Questo cofanetto è uno strumento per chi già lo conosce e vuole approfondire, ma soprattutto per chi non lo conosce ancora e merita di incontrarlo nel modo giusto.
Perché Lotto con la sua pittura inquieta, simbolica, profondamente umana è uno di quegli artisti che cambiano il nostro modo di guardare. E un territorio che lo racconti nella maniera giusta valorizza la propria eredità e costruisce il proprio orizzonte culturale.

Lorenzo Lotto - Progetto editoriale


Massimo Pigliapoco
Director & Co-Founder
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Tre persone, cinque giorni, nessuna mail
