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LEGO® e Brand. Sì, ok, ma come funziona?

LEGO® e Brand
Sì, ok, ma come funziona?

Martina Brunetti
Marketing e Formazione


Da molti anni ci occupiamo di formazione e facilitazione utilizzando metodologie agili tra cui LEGO® Serious Play® che abbiamo approfondito in questo articolo. Oggi, partendo dal caso studio Gagliardini, proviamo a raccontarvi il lato pratico del metodo, per farvi vedere come funzionano i vari step.

Come selezionare i partecipanti al workshop?

Prima una premessa: Gagliardini ci ha contattati per sviluppare una strategia di comunicazione e a noi piace scavare in profondità prima di individuare qualsiasi traiettoria. Per andare in profondità, in questo caso, ci siamo fatti aiutare dalle LEGO® e abbiamo coinvolto alcune figure importanti per l’azienda.

E come abbiamo scelto i partecipanti al workshop? Semplice, le figure che portano contenuti e valore all’azienda e devono avere competenze e mansioni trasversali.

Avere il titolare, l’amministratore delegato, l’assistente alle vendite, il responsabile customer care, la figura amministrativa e chi siede al desk ci aiuta a mappare l’azienda da più punti di vista. Questi punti di vista raramente si confrontano: ognuno svolge la sua mansione e ognuno va dritto per la sua strada. Visto che il nostro obiettivo era sviluppare una strategia di comunicazione sul lungo periodo; visto che la comunicazione è un comportamento e che il comportamento aziendale è la somma dei comportamenti di tutte le persone che animano l’azienda; avere diversi punti di vista a confronto ci permette di visualizzare una realtà quanto più vicina allo stato di fatto e, di conseguenza, strutturare una strategia di comunicazione basata su contenuti reali e coerenti anziché su trend o frasi fatte.


Costruisci una torre

I partecipanti sono finalmente seduti al nostro tavolo e devono iniziare a prendere confidenza con il metodo per poter, poi, far emergere i contenuti di cui abbiamo bisogno.

Il primo esercizio, “Costruisci una torre”, funziona così:

  • Ogni partecipante ha a disposizione lo stesso numero di mattoncini e la stessa tipologia. Ogni kit contiene gli stessi pezzi della stessa forma e dello stesso colore;
  • Ogni partecipante ha a disposizione una base rettangolare sulla quale costruire la propria torre. Ogni base ha la stessa forma e lo stesso colore;
  • Infine, ogni partecipante, quando costruisce la sua torre, deve rispettare una regola soltanto: l’ultimo pezzo, il pezzo più in alto di tutti deve essere un pezzo di colore verde.

Ricordate il metodo? Il facilitatore assegna un compito, ogni persona costruisce il suo modello, ogni persona racconta il proprio modello al resto del gruppo e poi ci si confronta su alcuni quesiti.

Questo primo esercizio pone il gruppo di fronte a una riflessione importante, che possiamo sintetizzare così: pur avendo tutti lo stesso obiettivo e pur avendo a disposizione gli stessi pezzi, ogni partecipante ha costruito una torre diversa dalle altre. Questo perché esistono infinite possibilità di rappresentazione dei contenuti e perché ognuno applica il proprio punto di vista.

Dal momento che è impossibile che due persone abbiano precisamente lo stesso punto di vista, la realtà non è altro che la sommatoria dei punti di vista delle persone che entrano in contatto tra loro. Scegliete sempre persone diverse, la realtà apparirà sempre più tridimensionale.


Azienda da incubo e esperienza di acquisto ideale

E qui si entra nel vivo della questione. Nel secondo esercizio ogni partecipante risponde a due compiti assegnati dal facilitatore:

  1. Costruisci il modello di quella che, secondo te, è un’azienda da incubo;
  2. Costruisci il modello di quella che, secondo te, è l’esperienza di acquisto ideale.

Il metodo implica un lavoro divergente, durante il quale ogni persona, in un dato tempo, deve scavare dentro se stessa e dentro le proprie esperienze per costruire i modelli richiesti, e poi un lavoro convergente, in cui ogni partecipante deve descrivere il proprio modello e raccontare la sua storia.

Perché questi esercizi sono importanti?

  • Figure professionali che ricoprono ruoli molto diversi, che probabilmente hanno età diverse, percorsi di studio differenti e che di sicuro hanno vissuto esperienze diverse nella loro vita per la prima volta, o quasi, possono confrontarsi ed esprimere la loro opinione di fronte agli altri. Vi ricordate le riunioni 100/100? Durante il workshop il 100% dei partecipanti porta il 100% dei contenuti, e si creano legami, si crea una visione condivisa. Insomma, il gruppo inizia a guardare verso la stessa direzione.
  • I vari punti di vista contribuiscono a creare una realtà più complessa. In queste situazioni emergono riflessioni, problemi, criticità, ma anche opportunità, nuovi obiettivi e nuove idee. Il confronto rende forti, perché aumenta la consapevolezza.
  • Implicitamente, questo esercizio getta le basi per l’esercizio successivo, perché quando si ragiona insieme sull’azienda da incubo ogni partecipante visualizza come non dovrebbe essere l’azienda in cui lavora, alla quale dedica tempo e energie ogni giorno. Parallelamente, quando si ragiona sull’esperienza di acquisto positiva si visualizzano diversi modi in cui si può migliorare il flusso di lavoro interno e l’esperienza di acquisto dei clienti.

Modello Frankenstein

Arriviamo alla conclusione. Il facilitatore assegna altre due consegne al gruppo di lavoro: la prima è “Costruisci la tua azienda”.

I 5 partecipanti del nostro workshop hanno costruito 5 modelli per rappresentare, ognuno, l’azienda Gagliardini. Il risultato è che, chiaramente, erano presenti degli elementi ricorrenti, ma ogni persona ha fatto emergere dei valori particolari, unici, identificativi che hanno permesso di rispondere alla seconda consegna: “Costruisci il modello Frankenstein”.

Questo modello finale è frutto di un lavoro convergente, realizzato ad alta voce con la partecipazione di tutti. Esattamente come il celebre personaggio letterario, il modello Frankenstein è la somma dei modelli individuali. Ogni partecipante deve selezionare dal proprio modello delle parti irrinunciabili, che rappresentano e identificano l’azienda.

Alla fine del lavoro, da cinque modelli di partenza abbiamo un modello finale che corrisponde alla somma delle parti, e da qui in poi tocca a noi che, a partire da questo lavoro, ci occupiamo di sviluppare progetti come questo.


Per le aziende interessate a sperimentare la metodologia,
basta inviare una mail di richiesta alla nostra responsabile marketing, Martina Brunetti
all’indirizzo marketing@tonidigrigio.it.

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