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HEAL ITALIA, Medicina di precisione

Come comunicare qualcosa che le persone ancora non immaginano?

HEAL ITALIA, Medicina di precisione

Alcune innovazioni arrivano prima della loro comprensione sociale.

La Medicina di Precisione è una di queste. Esiste nella ricerca, nelle infrastrutture, nelle competenze e nei laboratori. Entra nella pratica clinica e apre nuove possibilità per la prevenzione, la diagnosi e la cura. Ma per la maggior parte di noi rimane qualcosa di lontano e difficile da immaginare.

Ecco perché, per aprire il Forum HEAL Italia di Palermo, mettiamo in scena una storia quotidiana nella quale è facile identificarsi.

Gli attori Novella Palandrani e Lorenzo Bastianelli portano sul palco l’intimità domestica di una coppia svegliata all’alba dalla telefonata di una dottoressa. La diagnosi prende forma, l’innovazione si fa concreta, emerge la sensazione di non essere più un mero caso clinico, ma una persona finalmente compresa.

In apertura di Forum, così, mostriamo in pochi minuti quello che la Medicina di Precisione rappresenta davvero: la possibilità di costruire percorsi su misura attraverso il lavoro, silenzioso, di ricercatori, medici e professionisti che operano dietro ogni dato e ogni scoperta.

La tecnologia rimane sullo sfondo, perché al centro ci sono le persone. Noi. Le nostre paure, le nostre attese e le speranze. Così l’innovazione scientifica prende una forma concreta, e possiamo immaginarla.

Comunicare una promessa

Il senso che diamo all’apertura del Forum è quello che, nella seconda giornata, guida il Tavolo 5, dedicato alla comunicazione della salute nell’era della Medicina di Precisione e moderato da Massimo Pigliapoco, co-founder di Tonidigrigio, con Fabrizio De Nicola, Direttore Generale dell’ARNAS Garibaldi di Catania.

Per cercare qualcosa, bisogna poterlo immaginare. Il nostro intervento parte da qui.
La comunicazione della Medicina di Precisione non può limitarsi a spiegare tecnologie, algoritmi o genomica. Bisogna costruire significati, condividerli, connetterli: rendere accessibile un cambiamento che riguarda tutti.

Da questa visione prende forma il lavoro che sviluppiamo insieme a HEAL Italia: una comunicazione che mantiene il rigore scientifico e allo stesso tempo parla un linguaggio umano, vicino, riconoscibile.

Così, lo spot istituzionale racconta una promessa mettendo al centro la persona. Il podcast La Medicina del Domani lascia spazio alle voci di ricercatori e professionisti trasformando la divulgazione in conversazione.

Il sito Officine per la Medicina di Precisione costruisce uno spazio di orientamento e relazione.

I contenuti social avvicinano temi complessi senza banalizzarli.

In questo disegno generale, ogni progetto (lo spot, il podcast, il sito, i social) contribuisce a creare un immaginario collettivo intorno alla Medicina di Precisione, rendendola comprensibile e avvicinandola alle persone e al loro quotidiano.

Quando una storia genera attenzione

Un racconto come questo si misura, anche, attraverso il suo impatto e l’impatto ci dice che la Medicina di Precisione merita di essere riconoscibile. Milioni di visualizzazioni, centinaia di contenuti pubblicati e a disposizione di tutti, podcast, eventi, attività editoriali, relazioni con i media e una presenza digitale in costante aumento ci dicono che la Medicina di Precisione interessa le persone e che quando prende forma diviene qualcosa di concreto e quotidiano.

Per noi questi numeri rappresentano molto più di indicatori di performance. Segnano un cambiamento culturale: le persone scoprono che esiste un modo nuovo di pensare la prevenzione, la diagnosi e la cura e iniziano a immaginare diversamente il futuro della medicina e, quindi, delle loro vite.

Immaginare il futuro

Tutto questo ci conduce a un’ultima riflessione, che conclude il nostro intervento a Palermo ma definisce, anche, il nostro ruolo nel processo di conoscenza della Medicina di Precisione nel Paese. Laura Leonardis definisce così Providentia: “Vedere prima. Anticipare. Predire.”

Noi aggiungiamo una quarta definizione: Immaginare.

Perché non possiamo anticipare ciò che non sappiamo ancora immaginare. Non possiamo sentirci parte di una storia nella quale quale non ci riconosciamo.

Forse il compito della comunicazione è proprio questo: rendere immaginabile il futuro. Quando iniziamo a immaginarlo, significa che esiste.

HEAL Italia: Campagna nazionale

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Elisa Gigli

Elisa Gigli

Social Media Manager

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Le Marche nella rete della diagnostica di precisione di HEAL Italia
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