• 14.11.2017
  • #note

Critiche: quando e quali ascoltare?

E’ capitato a tutti: un giorno decidi di proporre il tuo punto di vista, dunque proponi un commento su una determinata cosa e immediatamente qualcuno si sente così offeso dal tuo pensiero che si decide di alzarsi e andarsene, lasciandoti solo a meditare sull’accaduto.


Ci lasciamo trasportare dell’orgoglio e dal risentimento senza accorgerci che, a volte, le critiche possono aiutarci a trovare soluzioni nuove ai nostri problemi e contemporaneamente possono aiutarci a crescere.

Comunque c’è modo e modo di criticare il lavoro di qualcuno ed è fondamentale imparare a scegliere il modo giusto e il momento giusto per proporre una critica costruttiva, perché le nostre parole potrebbero rafforzare la produzione creativa degli altri. E’ arrivato il momento di distinguere i commenti inutili dalle critiche utili e costruttive. 
Ben Tallon, scrittore, illustratore, art director e autore di “Champagne and Wax Crayons”, ci suggerisce come fare.


L’email “Critiche Costruttive”

La scorsa settimana non ho controllato la posta in arrivo arrivata nell’account che ho creato appositamente per il mio podcast sull’innovazione creativa. Avevo ricevuto una mail, il ragazzo che me l’ha inviata aveva scritto “critiche costruttive” nell’oggetto. Ovviamente, mi sono distratto preparandomi una tazza di tè e poi me ne sono dimenticato. Dopo aver procrastinato la lettura molte volte, alla fine mi sono deciso e quando ho letto la mail sono stato assalito da un mix di emozioni tutte diverse tra loro.

La mail iniziava con una lunga introduzione dove il ragazzo mi rivolgeva una serie di complimenti, sapevo che dopo poco avrei letto quel fatidico MA...e così è stato! La lenta marea del male, che muta le sue onde gigantesche in rabbia, schiantandosi contro le pareti del mio intestino. Mi sono detto: “Respira!”.

Eppure la mia rabbia non era giustificata. Il mio orgoglio era stato ferito, ma il fatto è che sono una creatura fragile, perché le critiche non erano buone soltanto in superficie.


Un grande intervistatore non interrompe l'ospite

La mia rabbia iniziale è aumentata perché più pensavo alla sua critica più mi innervosivo. Il ragazzo, infatti, sottolineava che nessun grande intervistatore interrompe l’ospite che sta intervistando. Io lo faccio spesso nei miei podcast, perché mi piace pensare che oltre a contenuti di qualità riesco a offrire al mio pubblico una di quelle conversazioni che potrebbero esserci in un pub. E’ una scelta precisa, è il mio modo di fare business e questo ragazzo mi stava dicendo che si trattava di un approccio sbagliato.

Come osa!?

Ad un certo punto, però, la mia rabbia è stata sostituita da un lungo respiro di sollievo. Mi sono appoggiato allo schienale della sedia e ho iniziato a ridere. Pensavo a mia madre e a quanto ami parlare. Poi ho pensato che anche a me piace parlare, forse anche troppo. 
Sono selvaggiamente appassionato di creatività, come ho fatto a non pensare subito che il punto di vista di quel ragazzo potesse essere in qualche maniera valido.


La franchezza può essere preziosa

Il ragazzo che mi ha scritto quella e-mail aveva ragione e la sua disponibilità a darmi un’opinione gratuita sul lavoro che stavo facendo ha avuto un effetto semplicemente inestimabile. Nel mondo della comunicazione, questi input sono cruciali per la riuscita di un progetto.

Lisa Maltby, che recentemente è stata mia ospite, è una disegnatrice e illustratrice di Sheffield che ha creato una serie di illustrazioni tipografiche. Queste illustrazioni mostrano una serie di commenti inutili e spesso scoraggianti che Lisa aveva ricevuto da alcuni art director e da altri professionisti. Lisa ha deciso di capovolgere le critiche ricevute e trasformarle in un progetto, letteralmente. Ha messo da parte la rabbia e ha creato un progetto che ha avuto un ottimo riscontro tra i suoi sostenitori e anche un discreto successo sui social.

Designer e artisti esistono, vivono e respirano in un settore che è totalmente basato sulle opinioni del pubblico, per questo motivo dobbiamo adottare uno spirito critico e agire seguendo le critiche costruttive. Solo seguendo questa direzione saremo in grado di crescere come professionisti: dobbiamo imparare a distinguere tra critiche costruttive e critiche distruttive circa il nostro lavoro, soprattutto per evitare la confusione generata dal mare di informazioni alle quali siamo sottoposti quotidianamente.

Fonte: www.designweek.co