Lo spirito dell'eterna erranza
diventa l'identità di una rassegna cinematografica sulle migrazioni contemporanee.
KA nasce per raccontare le migrazioni contemporanee attraverso i linguaggi del cinema e dell'animazione. La rassegna si svolge tra giugno e luglio 2018 nella regione Marche, con Jesi e Senigallia come città capofila. Il progetto costruisce l'identità visiva e il sito web del festival, insieme al laboratorio didattico per le nuove generazioni.
Servizi
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Un racconto che nasce dal movimento:
l'erranza di KA tradotta in tre parole chiave che orientano scelte filmiche e sensibilità.
Nuclei di comunicazione
Linguaggi
Memoria
Migrazione
Progetto di identità
KA è un nome che arriva da lontano:
un mito condiviso da culture diverse.
Nome e marchio
KA è lo spirito dell'eterna erranza: una rappresentazione mitica che in diverse culture africane simboleggia il movimento e l'energia che questo produce nello spazio e nel tempo. Il nome evoca la memoria del viaggio, dalle lunghe migrazioni paleolitiche fino alla sua rappresentazione geroglifica — due braccia alzate che indicano l'energia sovrannaturale, in una sorta di abbraccio protettivo.






Programma
La rassegna si allarga in un programma
che intreccia sale, scuole e piazze
Laboratorio didattico
Il laboratorio didattico si rivolge ai giovani - seconde generazioni e non - e alle loro famiglie, attorno al linguaggio del cinema d'animazione: una selezione di cortometraggi internazionali a cura del comitato scientifico. Le associazioni di migranti (Centro Interculturale Le Rondini di Senigallia e ACADS), gli enti locali - amministrazioni pubbliche e musei civici di Palazzo Pianetti di Jesi - e le scuole del territorio (Istituto comprensivo Federico II di Jesi) attivano 3 laboratori, curati dall'Associazione Mandala e dall'Associazione Ottomani.

I corti vengono analizzati attraverso schede predisposte per il confronto culturale, emotivo e tecnico tra i ragazzi: un modo per incontrare gli immaginari e le sensibilità più giovani. Il percorso si apre alla città il 12 giugno, in Piazza delle Monnighette a Jesi: un momento pubblico curato dagli stessi ragazzi, che apre la settimana di rassegna e passa simbolicamente le consegne agli adulti.





