• 04.12.2019
  • #note

Fare un libro

Oggi parlare di editoria tradizionale non è banale. In un mondo in continua evoluzione, dove il digitale diventa padrone della regia di comunicazione di quasi la totalità delle aziende presenti sul nostro territorio, il libro acquisisce un nuovo posizionamento tra gli strumenti della comunicazione. Negli ultimi 20 anni, lo strumento libro è stato considerato il canale e il contenitore perfetto per trasmettere i più disparati contenuti; oggi, invece, il risparmio di materiale, la tutela dell’ambiente e non per ultimo il contenuto ci costringono a porci una domanda fondamentale.


Quando ha senso pensare, progettare e produrre un libro? 

Nel 2019 tutti hanno la possibilità di pubblicare e farsi leggere da un gran numero di utenti con uno sforzo a volte davvero minimo, e questa dinamica ha chiaramente influito sulla qualità dei contenuti, seguendo una logica nota a molti: all’aumentare della quantità spesso corrisponde una diminuzione della qualità.
Quindi, per noi, progettare un libro significa voler raccontare un contenuto di qualità, che se fosse pubblicato tramite altri canali di comunicazione non avrebbe la corretta profondità e intimità ricercate e quindi non verrebbe recepito nella sua completezza. Il libro acquisisce senso se la relazione tra contenuto e contenitore è talmente forte da giustificarne la produzione.

   

Surfaces Book - Cantiere delle Marche

Contenitore 

Fisicamente parlando, di cosa è fatto un libro? La parola “contenitore” racchiude tutta una serie di elementi che un progettista editoriale deve tenere in considerazione:

  • i materiali utilizzati
  • il sistema di impaginazione
  • la tipologia di rilegatura
  • il formato
  • la tipografia.

Insomma, tutto ciò che in un libro è fisicamente tangibile. Oggi più che mai dobbiamo cogliere l’occasione per trasmettere dei contenuti tramite l’esperienza fisica dell’oggetto, soprattutto quando lavoriamo alla progettazione di un prodotto editoriale. Questo non vuol dire trasformare il libro in un’opera d’arte, bensì selezionare con cura tutti gli elementi che lo costituiscono in maniera tale da amplificare e raccontare al meglio i contenuti del libro stesso.

   

Rarefazioni - Massimo Pigliapoco

Contenuti

Il libro è lo strumento perfetto per raccontare una storia, e come ben sappiamo una storia può essere composta da infiniti elementi. Se attuassimo un ragionamento semplicistico diremmo che un libro è fatto di testo e immagini, ma questo limiterebbe troppo il campo d’azione e di interesse. Gli anni Settanta ci rivelano come il libro possa comunicare una storia senza il bisogno di materiale testuale o fotografico (all’altra estremità del campo - William Xerra / Sette colpi di pistola - Marcello Diotallevi…). Il contenuto quindi diventa quell’elemento che ha capacità di esprimere una storia attraverso un ritmo che ne permette la decodifica. Il ritmo nella progettazione di un libro equivale  essenzialmente alla funzione che il metronomo ha durante la scrittura di un’opera musicale. Una storia, come una canzone, può essere raccontata/ascoltata a ritmi differenti, ognuno dei quali darà la propria impronta e influirà sul significato stesso dei contenuti. Possiamo quindi dire che raccontare una storia senza ritmo equivale ad ascoltare una canzone composta da una sola nota, questo perché il ritmo di una narrazione è parte integrante della storia che si vuole raccontare.

  

Bilancio sociale 2016 - Università Politecnica delle Marche

Produzione 

Cosa significa stampare un libro? Se pensate che stampare un libro significhi inviare il file digitale opportunamente progettato ad un tipografo e aspettare la consegna del prodotto  a casa, purtroppo vi state sbagliando. È vero che i più moderni service online promettono la produzione di un libro, ma questo vuol dire scendere a compromessi per quanto riguarda molti degli aspetti legati al concetto del “contenitore”, e quando si decide di produrre un libro a noi non piace scendere a compromessi.
Seguire direttamente la produzione del libro che si è progettato significa avere il controllo completo dell’output. Avere il controllo significa poter intervenire durante la stampa per correggere eventuali errori che a monitor sono invisibili, significa seguire un progetto dalla sua creazione alla sua pubblicazione, significa prendersi la responsabilità di quello che si è progettato, significa fare bene il proprio lavoro. 

Beyond yachting experience - Cantiere delle Marche