• 01.03.2019
  • #note

La formazione aumenta il benessere delle persone

Si sente sempre più spesso parlare di welfare aziendale. Negli ultimi tempi ci siamo chiesti perché questo fenomeno sia così ricorrente e abbiamo trovato una serie di risposte che vogliamo condividere con i nostri lettori all’interno di questa nota.
Motivare i collaboratori consente di affrontare al meglio le sfide messe in campo dal mercato, soprattutto durante le fasi di grande cambiamento.
Gratificare i propri dipendenti, incentivando a dare il massimo ogni giorno e a fare del loro meglio, rappresenta un enorme valore aggiunto per le aziende. Questo perché:

  • il primo risultato che si ottiene è fidelizzare le persone, rendendolo parte di una “famiglia”.
  • La conseguenza di questo primo risultato è che, oltre ad ottenere buoni risultati dal punto di vista di prestazione lavorativa, le persone iniziano a lavorare con maggiore trasporto nei confronti della propria azienda, garantendo performance lavorative di livello in un clima sereno e partecipativo.

Perché un’azienda dovrebbe investire nel welfare aziendale?

Perché oltre ai benefici per i dipendenti, le politiche di welfare si riflettono positivamente anche sull’azienda.
 

Vediamo insieme come:
avete mai sentito parlare bel bonus di 500€ per gli insegnanti? Si tratta della cosiddetta Carta del Docente, che può essere utilizzata - esattamente come avviene con le gift card - per acquistare libri, device elettronici come tablet e ipad o pc, ma anche per acquistare corsi di formazione. E’ vero che il bonus viene erogato al docente, ma è vero anche che la scuola (che nella nostra metafora corrisponde all’azienda) ne trae numerosi benefici. Già solo investendo nella formazione dei propri dipendenti, l’azienda avrà a disposizione un personale maggiormente qualificato e nelle condizioni di offrire un servizio migliore ai propri clienti, gli alunni iscritti alla scuola e, un giorno, la società intera.

Nelle aziende, le politiche di welfare aziendale possono attivare lo stesso procedimento. Offrire ai lavoratori la possibilità di acquistare libri, corsi di formazione, viaggi all’estero per migliorare le capacità linguistiche, sono metodi per incentivare i lavoratori e, di conseguenza, investimenti generati dall’azienda per beneficiare della collaborazione di lavoratori preparati, motivati e felici di svegliarsi ogni mattina e raggiungere il luogo di lavoro, con la giusta energia e la volontà di crescere.


Fare formazione significa crescere insieme

All’interno di ogni azienda, le persone rappresentano un fattore essenziale per garantire la competitività nel tempo. Attivare percorsi formativi per aggiornare e rendere maggiormente solide le competenze dei collaboratori permette alle aziende di crescere in modo esponenziale. Tutto questo avviene tramite 2 strumenti principali:

  1. Congedi formativi: sono un ottimo strumento per agevolare lo studio individuale e, di conseguenza, la specializzazione tecnica delle persone. Consistono in permessi per partecipare a corsi formativi fuori dall’azienda e, nei casi più felici, in veri e propri viaggi studio, per favorire la contaminazione e il confronto da un punto di vista molto più ampio.
  2. Corsi di formazione: tale possibilità è forse quella più conosciuta e consiste nell’organizzazione di percorsi formativi organizzati in azienda. La formazione è una responsabilità sociale d’impresa e del welfare aziendale per lo sviluppo e l’innovazione delle attività aziendali.

Considerando la formazione dei dipendenti, un aiuto messo a disposizione delle aziende è sicuramente lo strumento dei fondi interprofessionali, che consentono di finanziare in parte o totalmente i corsi di formazione organizzati in azienda; così come la partecipazione dei dipendenti a corsi esterni all’azienda tramite i cosiddetti voucher formativi (dei veri e propri buoni da spendere per seguire corsi di formazione in tutta Italia).


Come strutturare un piano welfare?

Le opportunità derivanti dalle politiche di welfare aziendale non si esauriscono nella formazione, le statistiche più recenti schematizzano i benefit indicati nei contratti in tre gruppi principali:

  • a presenza diffusa, inseriti nel 75% dei casi, sono i benefit che riguardano la scuola e l’istruzione dei figli dei dipendenti, ma anche la partecipazione a manifestazioni culturali (teatro e altro) e momenti di ricreazione, assistenza, previdenza, mobilità;
  • sono frequenti, nel 25%, benefit che riguardano la ristorazione, l’assistenza sanitaria, agevolazioni per mutui e finanziamenti, programmi assicurativi);
  • saltuari, riportati in meno del 21%, quelli che riguardano la riduzione dell’orario di lavoro, ferie e permessi aggiuntivi, agevolazioni alla maternità, servizi di pubblica utilità.

Resta ancora meno evidente l’attenzione allo smart working, alla flessibilità e ai temi della conciliazione vita lavorativa e famigliare, sui quali si sta ancora ragionando.
 
Se vuoi saperne di più scrivi a info@tonidigrigio.it, i nostri consulenti potranno guidarti nella realizzazione del piano welfare più adatto alle esigenze dei tuoi dipendenti, i nostri collaboratori potranno aiutarti ad allenare le loro competenze e le nostre partnership con associazioni culturali e teatrali potranno farli accedere ad una serie di servizi agevolati per il tempo libero.